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1835–1907

XLVII

Giosue Carducci

Qual tra le ingiurie di Fortuna e i danni Il dì traesse di conforto nudi, Pur preparando ne' solinghi studi Questa Italia novella a liberi anni,

Quel grande cui tremar preti e tiranni E d'ogni servitù gli eterni drudi Quand'ei gli ozi turbò de' tristi ludi Cui diritto è forza e son ragion gl'inganni,

Narrasti, ospite egregio; e i degni accenti Che pietà di suo zel dritto infiammava, Più vivi spirti a l'amor santo dierci. Oh degno ei ben che de le fiacche menti

L'oblio lui segua e de la turba prava E il feroce oltre al rogo odio de' cherci!

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