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1835–1907

XLVI

Giosue Carducci

Tempo verrà che questa madre antica A gli esempli che fûr levi la fronte E nostre terre per virtù già conte Tenga una gente di virtude amica.

Or tra' due mari e da Pachino al monte Sola un'oblivione i petti implìca, Né questo molle cielo alma nodrica Che a' suoi padri o con sé mai si raffronte.

Che te laudassim noi, plebi assonnate Tra un fiottar lento d'incresciosi carmi, A te saria vergogna ed a noi danno. O beati i nepoti! in mezzo a l'armi

Te di giorni miglior ben degno vate Con Dante e con Vittorio invocheranno.

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