O de l'italo agon supremo atleta
Misurator, di questa setta imbelle,
Che straniata il sacro allòr ti svelle,
Che vuol la santa bile irrequieta?
E a qual miri sai tu splendida meta
Ed a che fin drizzato abbian le stelle
Questa età che di ciance e di novelle
Per quanto ingozzi e più e più asseta?
– Secol ingrato, o figlio; e a viltà giunge,
Chi ben lo guardi senz'amore od ira,
Ogni passo che move per sua via:
E, dove al mal pensar viltà s'aggiunge,
Ivi non sente cor, mente non mira
Quant'alto salga la grandezza mia.