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1835–1907

XL

Giosue Carducci

Di sereno adamàntino su 'l vasto Squallor d'autunno il cielo azzurro brilla, Come di sua beltà nel conscio fasto La tua fredda pupilla.

Come a te velo tenue le membra Nel risorger del tuo bel giorno a l'opre, Nebbia la terra, che addormita sembra, Argentea ricopre.

Ed immoti per essa ergon le cime Irte ed umide i grigi alberi muti, Quai nel pensier cui la memoria opprime I dolci anni perduti.

E via sovr'essi indifferente il sole, Che al bel maggio rideva entro la folta Fronda, ora fulge e non riscalda. O Jole, Amiam l'ultima volta.

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