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1835–1907

XIX

Giosue Carducci

Bianchi verni, estati ardenti, Quante mai pesâr su me! Trapassar maree di genti Vidi e nuvole di re.

Bella mia, dal fondo algoso Del mar nostro vieni su! In te vuole il suo riposo La mia bronzea gioventù.

Dal confin che il sol rallegra Qual mai voce risonò? Di quest'acque immense l'egra Solitudin lascerò.

O tu azzurro il crine e il dosso Bel cavallo, a me, a me! Vo' vedere il sole rosso E la faccia del mio re.

Il mio petto si confonde Di lassezza e di desir. Bella mia, per le glauche onde Non ti sento anche salir?

Bella mia, quando in ciel dorme La caligine lunar Ne la veglia de le forme Ci vogliamo disposar.

Ahi, mio re! l'informe eterno Demogòrgone non vuol, E la tenebra d'inferno Mi sorprende in faccia al sol.

Ahi, mio re! la tua carezza Chiedo in van, son tratta giù; E fu in van la mia bellezza Com'è in van la tua virtù.

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