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1835–1907

XIX

Giosue Carducci

– Vaghe le nostre donne e i giovinetti Son fieri e adorni: or via, diffondi, o vate, Sovr'essi il coro de le strofe alate, E spargi anche tu fiori e intreccia affetti.

Perché roggio è 'l tuo verso, e tu ne' petti Semini spine? Oblia. T'apran le fate Il giardin de l'incanto, e la beltate I suoi sorrisi. Il mondo anche ha diletti. –

Or dite a Giovenal che si dibatte Sotto la dea, ch'egli lo spasmo in riso Muti e in gliconio l'esametro ansante; E, quando avventa i suoi folgori Dante

Su da l'inferno e giù dal paradiso, Addolciteli voi nel caff'e latte.

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