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1835–1907

XIX

Giosue Carducci

Te gridi vil quei che piegò la scema Alma sotto ogni danno ed a l'ostile Possa adulò, pago a cessar l'estrema Liberatrice d'ogni cor gentile:

Te gridi vile il mondo, il mondo vile Che muor di febbre su le piume, e trema, Pur franto da la lunga età senile. In conspetto a la sacra ora suprema.

Ben te, o fratel, di ricordanza pia Proseguirà qual cor senta i funesti Regni del fato e il viver nostro orrendo, Te che di sangue spaziosa via

A l'indignato spirito schiudesti, Giovinetto a la morte sorridendo.

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