Te gridi vil quei che piegò la scema
Alma sotto ogni danno ed a l'ostile
Possa adulò, pago a cessar l'estrema
Liberatrice d'ogni cor gentile:
Te gridi vile il mondo, il mondo vile
Che muor di febbre su le piume, e trema,
Pur franto da la lunga età senile.
In conspetto a la sacra ora suprema.
Ben te, o fratel, di ricordanza pia
Proseguirà qual cor senta i funesti
Regni del fato e il viver nostro orrendo,
Te che di sangue spaziosa via
A l'indignato spirito schiudesti,
Giovinetto a la morte sorridendo.