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1835–1907

XIII

Giosue Carducci

Corri, tra' rosei fuochi del vespero, corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido fiume, e il tenero amore, al sole occiduo naviga.

Ecco, ed il memore ponte dilungasi: cede l'aereo de gli archi slancio, e al liquido s'agguaglia pian che allargasi e mormora.

Le mura dìrute di Lodi fuggono arrampicandosi nere al declivio verde e al docile colle. Addio, storia de gli uomini.

Quando il romuleo marte ed il barbaro ruggîr ne' ferrei cozzi, e qui vindice la rabbia di Milano arse in itali incendii,

tu ancor dal Lario verso l'Erìdano scendevi, o Addua, con desio placido, con murmure solenne, giù pe' taciti pascoli.

Quando su 'l dubbio ponte tra i folgori passava il pallido còrso, recandosi di due secoli il fato ne l'esile man giovine,

tu il molto celtico sangue ed il teutono lavavi, o Addua, via: su le tremule acque il nitrico fumo putrido disperdeasi.

Moriano gli ultimi tuon de la folgore franca ne i concavi seni: volgeasi da i limpidi lavacri il bue candido, attonito.

Ov'è or l'aquila di Pompeo? l'aquila ov'è de l'ispido sir di Soavia e del pallido còrso? Tu corri, o Addua cerulo.

Corri tra' rosei fuochi del vespero, corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido fiume, e il tenero amore, al sole occiduo naviga.

Sotto l'olimpico riso de l'aere la terra palpita: ogni onda accendesi e trepida risalta di fulgidi amor turgida.

Molle de' giovani prati l'effluvio va sopra l'umido pian: l'acque a' margini di gemiti e sorrisi un suon morbido frangono.

E il legno scivola lieve: tra le uberi sponde lo splendido fiume devolvesi: trascorrono de' campi i grandi alberi, e accennano,

e giù da gli alberi, su da le floride siepi, per l'auree strisce e le rosee, s'inseguono gli augelli e amore ilari mescono.

Corri tra' rosei fuochi del vespero, corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido fiume naviga, e amore d'ambrosia irriga l'aure.

Tra' pingui pascoli sotto il sole aureo tu con l'Erìdano scendi a confonderti: precipita a l'occaso il sole infaticabile.

O sole, o Addua corrente, l'anima per un elisio dietro voi naviga: ove ella e il mutuo amore, o Lidia, perderannosi?

Non so; ma perdermi lungi da gli uomini amo or di Lidia nel guardo languido, ove nuotano ignoti desiderii e misterii.

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