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1835–1907

XIII

Giosue Carducci

Qual nel roseo mattin lene si solve Lucida visione e come stella Di sua bianca facella Segna cadendo a l'alta notte il velo,

La fanciulla trasvola. Oh chi del cielo La pace e il riso ne' begli occhi infuse? Chi tanta circonfuse Gloria di raggi a la gentil persona?

Tenebra e gelo, ov'ella n'abbandona, Contragge l'aer e i cuor; ma seco adduce L'ardore ella e la luce, E sotto il bianco piè fiorisce aprile;

E l'aure e l'acque e i fior con voce umìle Mormoran di sommessi amor richiami, E più dolce tra i rami Corre la melodia di primavera.

Quasi canzon lontana in su la sera Ne i lidi antichi de la patria udita Onde fu la partita Grave e n'arride in cor dolce il ritorno,

Suona la voce sua. Ben venga il giorno Che di novelli sensi una vaghezza Colori sua bellezza Come il sol primo adolescente fiore,

E là si svegli dove or dorme amore.

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