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1835–1907

XIII

Giosue Carducci

Così pronta e leggera Per tempeste di mari La rondinella a i cari Liti e al suo nido affretta,

Ché il ciel mite l'aspetta — e primavera, Come voli tra' fiori Tu al cupido marito; E tal cervo ferito

Tende a montano rivo, Qual ei tutto giulivo — a i dati amori. Tu togli, amor possente, La vergine al suo tetto,

Tu lei togli a l'aspetto E al bacio lacrimato De l'uno e l'altro amato — suo parente; A novo ostel la guidi,

Ad altre cure e sante; E al consecrato amante Lei timida e vogliosa Doni moglie, e pietosa — amica fidi;

Onde poi si rinnova La social famiglia; Dove, se amor consiglia Al vero al buono al retto,

Virtù fiorisce e affetto — in bella prova. Fanciulla, or t'abbi in core Pur tra' pensier più cari, Che de' pudichi lari

In te posa la fede, Che del costume siede — in te il valore. Tu lasci i primi gigli, E cambi a più gentile

Questo tuo stato umìle; E il saprai quando intorno Ti fioriranno un giorno — i dolci figli.

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