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1835–1907

XIII

Giosue Carducci

Su l'arce onde mirò Fiesole al basso, Dov'or s'infiora la città di Silla, Stagnar livido l'Arno, a lento passo Richiama i francescani un suon di squilla.

Su le mura, dal rotto etrusco sasso La lucertola figge la pupilla, E un bosco di cipressi a i venti lasso Ulula, e il vespro solitario brilla.

Ma dal clivo lunato a la pianura Il campanil domina allegro, come La risorta nel mille itala gente. O Mino, e nel tuo marmo è la natura

Che de' fanciulli a le ricciute chiome Ride, vergine e madre eternamente.

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