Skip to content
1835–1907

XI

Giosue Carducci

Io d'Italia dal cuor tra impeti d'inni balzai quando l'Alpi di barbari snebbiarono e su 'l populeo Po pe 'l verde paese i carrocci tutte le trombe reduci suonavano.

Memore sospirai sorgendo e la fronte io piegai su le ruine e su le tombe. Irnerio curvo tra i gran volumi sedeva e di Roma la grande lento parlava al palvesato popolo.

Bello di maggio il dì ch'io vidi su 'l ponte di Reno passar la gloria libera del popolo, sangue di Svevia, e te chinare la bionda cervice a l'ondeggiante rossa croce italica.

Triste mese di maggio, che intorno al bel corpo d'Imelda cozzâr le spade de i fratelli e corsero lunghi quaranta giorni le furie civili crollando tra 'l vasto sangue l'ardue torri in polvere.

Dante vid'io levar la giovine fronte a guardarci, e, come su noi passano le nuvole, vidi su lui passar fantasmi e fantasmi ed intorno premergli tutti i secoli d'Italia.

Sotto vidimi il papa venir con l'imperatore l'un a l'altro impalmati; ed oh me misera, in suo giudicio Dio non volle che io ruinassi su Carlo quinto e su Clemente settimo!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XI · Giosue Carducci · Poetry Cove