Come bella, o argentea Croce,
Splendi a gli occhi e arridi a' cuori
Su 'l palagio de' Priori
Ne la libera città;
Dove il secolo feroce,
Posta giù l'ùnnica asprezza,
Rivestì di gentilezza
La romana libertà!
A Vittorio i nostri carmi
Ne le piazze popolose,
De' figliuoli e de le spose
Consacriamo a lui l'amor,
E lo strepito de l'armi
E il furor de' fieri petti
E la folgor de i moschetti
In presenza a gli oppressor.
Il combattere fia gioia,
Fia 'l morire a noi vittoria:
Pugnerà con noi la gloria
Ed il nome de i maggior.
Ma te, o Croce di Savoia,
Altra gente invoca e aspetta:
A chiamar la gran vendetta
Sorge un grido di dolor.
È Venezia. In riva al mare
Siede, guarda, e al ciel si duole;
E conforto aver non vuole,
Perché figli più non ha.
Oh qua l'armi! e a fulminare
Torna, o re, nel tuo sentiero:
Dove regna lo straniero,
Va', ti mostra, e fuggirà.
Noi, progenie non indegna
Di magnanimi maggiori,
Noi con l'armi e con i cuori
Ci aduniamo intorno a te.
Dio ti salvi, o cara insegna,
Nostro amore e nostra gioia!
Bianca Croce di Savoia,
Dio ti salvi! e salvi il re!