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1835–1907

XCIII bis

Giosue Carducci

Come bella, o argentea Croce, Splendi a gli occhi e arridi a' cuori Su 'l palagio de' Priori Ne la libera città;

Dove il secolo feroce, Posta giù l'ùnnica asprezza, Rivestì di gentilezza La romana libertà!

A Vittorio i nostri carmi Ne le piazze popolose, De' figliuoli e de le spose Consacriamo a lui l'amor,

E lo strepito de l'armi E il furor de' fieri petti E la folgor de i moschetti In presenza a gli oppressor.

Il combattere fia gioia, Fia 'l morire a noi vittoria: Pugnerà con noi la gloria Ed il nome de i maggior.

Ma te, o Croce di Savoia, Altra gente invoca e aspetta: A chiamar la gran vendetta Sorge un grido di dolor.

È Venezia. In riva al mare Siede, guarda, e al ciel si duole; E conforto aver non vuole, Perché figli più non ha.

Oh qua l'armi! e a fulminare Torna, o re, nel tuo sentiero: Dove regna lo straniero, Va', ti mostra, e fuggirà.

Noi, progenie non indegna Di magnanimi maggiori, Noi con l'armi e con i cuori Ci aduniamo intorno a te.

Dio ti salvi, o cara insegna, Nostro amore e nostra gioia! Bianca Croce di Savoia, Dio ti salvi! e salvi il re!

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