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1835–1907

X

Giosue Carducci

Bella è la donna mia se volge i neri Di soave languore occhi lucenti, E, ricercando il vinto cor, le ardenti Vi rinforza d'amor voglie e pensieri.

Più bella è la mia donna allor che alteri Gli leva o gira nel conceder lenti, E, minacciando pur, chiede ch'io tenti La dolce guerra e la vittoria speri.

Cosa di cielo è la mia donna allora Che il roseo collo piega e il vago riso A i baci porge e quei d'ambrosia irrora. Oh, che d'ogni mortal cura diviso,

Sopra quel sen, tra quegli amplessi io mora! Né v'invidio, o beati, il paradiso.

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