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1835–1907

LXXXVII

Giosue Carducci

Su l'ostel di città stendardo nero – Indietro! – dice al sole ed a l'amore: Romba il cannone, nel silenzio fiero, Di minuto in minuto ammonitore.

Gruppo d'antiche statue severo Sotto i nunzi incalzantisi con l'ore Sembra il popolo: in tutti uno il pensiero – Perché viva la patria, oggi si muore. –

In conspetto a Danton, pallido, enorme, Furie di donne sfilano, cacciando Gli scalzi figli sol di rabbia armati. Marat vede ne l'aria oscure torme

D'uomini con pugnali erti passando, E piove sangue donde son passati.

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