Skip to content
1835–1907

LXXXVI

Giosue Carducci

Te là di Roma su i fumanti spaldi Alte sorgendo ne la notte oscura Plaudian pugnante per l'eterne mura L'ombre de' Curzi e Deci, o Garibaldi.

A te de' petti giovanili e baldi Sfrenar l'impeto è gioia; a te ventura Percuoter cento i mille, e la sicura Morte con amorosi animi saldi

Abbracciar là sopra il nemico estinto. Or tu primo a spezzar nostre ritorte Corri, sol del tuo nome armato e cinto. Vola tra i gaudi del periglio, o forte:

Vegga il mondo che mai non fosti vinto Né le virtù romane anco son morte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXVI · Giosue Carducci · Poetry Cove