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1835–1907

LXXXII

Giosue Carducci

Lieto su i colli di Borgogna splende E in val di Marna a le vendemmie il sole: Il riposato suol piccardo attende L'aratro che l'inviti a nuova prole

Ma il falcetto su l'uve iroso scende Come una scure e par che sangue cóle: Nel rosso vespro l'arator protende L'occhio vago a le terre inculte e sole,

Ed il pungolo vibra in su i mugghianti Quasi che l'asta palleggiasse, e afferra La stiva urlando: Avanti, Francia, avanti! Stride l'aratro in solchi aspri: la terra

Fuma: l'aria oscurata è di montanti Fantasimi che cercano la guerra.

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