Il soldan de gli accenti a solatìo
Giva su per Mugnone in vista fiera.
Calandrin gli dicea con buona cera
– Togli de l'elitropia o fratel mio. –
Cantavan l'oche per quella riviera
– Pìgliati i paperotti, e va' con Dio; –
Gli gridavano i ghiozzi – Addio, addio; –
Sconcordavano i granchi a schiera a schiera.
Grande onor fecegli anche un pappagallo
Declinando proverbi a le brigate
Di sur un arbor di sambuco giallo;
Ed in rime dicea sue pappolate,
Ma le Grazie gli diedero un cavallo,
E con le gazzere ei si rese frate.
Di farfalle acconciate
Con passerotti lessi a gran diletto
Una bertuccia faceva il guazzetto;
E di quel suo brodetto
Diè bere più d'un tratto al Nardi e al Gello,
Che per ammenda tolsergli il cappello
Dove tenea 'l cervello,
E diederlo a beccare a un fottivento
Che dopo il pasto si morì di stento.
Or ecco un gran concento
Di fischi e bussi pauroso e strano:
E' vengono i pedanti a mano a mano,
E pigliano il soldano
E la bertuccia e il pappagal babbione,
E spettacol ne fanno entro un gabbione
Dicendo a le persone
– O buona gente, venite a la mostra:
Questi son gli occhi de la lingua nostra.