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1835–1907

LXXIV

Giosue Carducci

O Severino, de' tuoi canti il nido, Il covo de' tuoi sogni io ben lo so. Ondeggiante di canape è l'infido Piano che sfugge al curvo Reno e al Po.

Da gli scopeti de la bassa landa Pigro il pizzaccherin si rizza a volo: Con gli strilli di chi mercé dimanda Levasi de le arzàgole lo stuolo,

Stampando l'ombra su per l'acqua lenta Ove l'anguilla maturando sta. Oh desio di canzoni, oh sonnolenta Smania di sogni ne l'immensità!

Oh largo su gli alti argini del fiume Risplender rosso de l'estiva sera! Oh palpitante de la luna al lume Tenero verdeggiar di primavera!

Quando i pioppi contemplano le stelle Innamorati con lungo sospir, Ed un lontano suon di romanelle Viene da' canapai lento a morir!

Allor che agosto cada, o Severino, E chiamin l'acqua le rane canore, Noi tornerem poeti a l'Alberino, Tutti solinghi in bei pensier d'amore;

Ed a' tuoi pioppi ne le notti chete Noi chiederem con desïosa fé: – O alti pioppi che tutto vedete, Ditene dunque: Biancofiore ov'è?

Siede in riva a un bel fiume? o il colle varca Tessendo al capo un cerchio agil di fiori? O dentro una sestina del Petrarca Beata ride i nostri vani amori? –

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