Non mai seren di più tranquilla notte Fu salutato dalle vaghe stelle In riva di correnti e lucid'onde; E tremolava rorida su 'l verde,
Rompendo l'ombre che scendean da' colli, L'antica, errante, solitaria luna. Candida, vereconda, austera luna: Che vapori e tepor per l'alta notte
Salìano a te da gli arborati colli! Parea che in gara a le virginee stelle Si svegliasser le ninfe in mezzo il verde, E un soave susurro era ne l'onde.
Non tale un navigar d'oblio per l'onde Ebbero amanti mai sotto la luna, Qual io disamorato entro il bel verde: Ché solo a i buoni splender quella notte
Pareami, e da gli avelli e da le stelle Spirti amici vagar vidi su i colli. O voi dormenti ne i materni colli, E voi d'umili tombe a presso l'onde
Guardanti in cielo trapassar le stelle; Voi sotto il fiso raggio de la luna Rividi io popolar la cheta notte, Lievi strisciando su 'l commosso verde.
Deh, quanta parte de l'età mia verde Rivissi in cima a i luminosi colli, E vinta al basso rifuggìa la notte! Quando una forma verso me su l'onde,
Disegnata nel lume de la luna, Vidi, e per gli occhi le ridean le stelle. Ricorditi: mi disse. Allor le stelle Furon velate, e corse ombra su 'l verde,
E di sùbito in ciel tacque la luna; Acuti lai suonarono pe' colli; Ed io soletto su le flebili onde Di sepolcro sentii fredda la notte.
Quando la notte è fitta più di stelle, A me giova appo l'onde entro il bel verde Mirar su i colli la sedente luna.
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