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1835–1907

LXXII

Giosue Carducci

O arcadi e romantici fratelli Ne la castroneria che insiem vi lega, Deh finite, per dio, la trista bega, E sturate il forame de' cervelli.

Del vostro pianto crescono i ruscelli E i fiumi e i laghi sí che l'alpe annega, E stanco è il Gusto a batter chiavistelli A questa vostra misera bottega.

Sentite in confidenza: i lepri e i ghiri Son lepri e ghiri, e non son mai leoni: Né Byron si rimpasta co' delirî, Né Shakespeare si rifà co' farfalloni,

Né si fabbrica Schiller co' sospiri, Né Cristi e sagrestie fanno il Manzoni. Dopo tanti sermoni, O baironiani, o cristiani, o ebrei,

Ed o voi che credete ne gli dèi, Lasciate i piagnistei; E, se più al mondo non avete spene, Fatevi un po' il servizio d'Origene.

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