Quattro al dio Giulio, o dio Trionfo, infrena,
Come al buon Furio già, nivei cavalli:
Leghi al carro d'avorio aurea catena
L'Egitto e il Ponto e gli Africani e i Galli.
Gracco, la plebe tua straniere valli
Ari a un suo cenno; e tu curva la schiena,
Sangue Cornelio, e a' senator da' gialli
Crin la via mostra che a la curia mena.
Dittatore universo, anche la vaga
Lingua d'Ennio ei fermò; l'anno ha costretto
Errante già per la siderea plaga.
Ma fra tant'inni il mondo ode su 'l petto
Santo di Cato stridere la piaga
E scricchiolar di Nicomede il letto.