Da i gradi alti del circo ammantellati
Di porpora, esse ritte
Ne i lunghi bissi, gli occhi dilatati
Le pupille in giù fitte,
Abbassavano il pollice nervoso
De la mano gentile.
Ardea tra bianche nuvole estuoso
Il sol primaverile
Su le superbe, e ne la nera chioma
Mettea lampeggiamenti.
Fremea la lupa nutrice di Roma
Ne i lor piccoli denti,
Bianchi, affilati, tra le labbra rosse
Contratte in fiero ghigno.
Un selvatico odor su da le fosse
Vaporava maligno.
Era il sangue del mondo che fervea
Con lievito mortale,
Su cui provava già Nemesi dea
Al vol prossimo l'ale.
E le nipoti di Camilla, pria
Di cedere le mani
A i ferri, assaporavan l'agonia
De' cerulei Germani.