Skip to content
1835–1907

I

Giosue Carducci

Poi che un sereno vapor d'ambrosia da la tua coppa diffuso avvolsemi, o Ebe con passo di dea trasvolata sorridendo via;

non più del tempo l'ombra o de l'algide cure su 'l capo mi sento, sentomi, o Ebe, l'ellenica vita tranquilla ne le vene fluire.

E i ruinati giù pe 'l declivio de l'età mesta giorni risursero, o Ebe, nel tuo dolce lume agognanti di rinnovellare;

e i novelli anni da la caligine volenterosi la fronte adergono, o Ebe, al tuo raggio che sale tremolando e roseo li saluta.

A gli uni e gli altri tu ridi, nitida stella, da l'alto. Tale ne i gotici delùbri, tra candide e nere cuspidi rapide salienti

con doppia al cielo fila marmorea, sta su l'estremo pinnacol placida la dolce fanciulla di Jesse tutta avvolta di faville d'oro.

Le ville e il verde piano d'argentei fiumi rigato contempla aerea, le messi ondeggianti ne' campi, le raggianti sopra l'alpe nevi:

a lei d'intorno le nubi volano; fuor de le nubi ride ella fulgida a l'albe ondeggianti ne' campi, a gli occasi di novembre mesti.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
I · Giosue Carducci · Poetry Cove