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1835–1907

I

Giosue Carducci

Mènte chi dice ch'ove il core avvampa Secondi l'aura de l'acceso ingegno. Avrei ben io d'infame eterna stampa Segnato in fronte questo gregge indegno.

Feroce forse come il tuo m'accampa, Dante padre, nel cuore odio e disdegno; Ma chiusa rugge la vorace vampa Me distruggendo, e mai non giunge al segno.

Altri laghi di pegola, addensata Di serpenti di mostri e dimon duri Altra e duplice bolgia avrei scavata; E v'avrei co' suoi monti e co' suoi muri,

Come uno straccio lurido, gettata Questa terra di Fucci e di Bonturi.

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