Ave, o rima! Con bell'arte Su le carte Te persegue il trovadore; Ma tu brilli, tu scintilli,
Tu zampilli Su del popolo dal cuore. O scoccata tra due baci Ne i rapaci
Volgimenti de la danza, Come accordi ne' due giri Due sospiri, Di memoria e di speranza!
Come lieta risonasti Su da i vasti Petti al vespero sereno, Quando il piè de' mietitori
In tre cori Con tre note urtò il terreno! Come orribile su vènti De' vincenti
Tu ruggisti le virtudi, Mentre l'aste sanguinose Fragorose Percoteano i ferrei scudi!
Sgretolar sott'esso il brando Di Rolando Tu sentisti Roncisvalle, E soffiando nel gran corno
Notte e giorno Del gran nome empi la valle. Poi t'afferri a la criniera Irta e nera
Di Babieca che galoppa, E del Cid tra i gonfaloni Balda intoni La romanza in su la groppa.
Poi del Rodano a la bella Onda snella Dài la chioma polverosa, E disfidi i rusignoli
Dolci e soli Ne i verzieri di Tolosa. Ecco, in poppa del battello Di Rudello
Tu d'amor la vela hai messa, Ed il bacio del morente Rechi ardente Su le labbra a la contessa.
Torna, torna: ad altri liti Altri inviti Ti fa Dante austero e pio; Ei con te scende a l'inferno,
E l'eterno Monte gira e vola a Dio. Ave, o bella imperatrice, O felice
Del latin metro reina! Un ribelle ti saluta Combattuta, E a te libero s'inchina.
Cura e onor de' padri miei, Tu mi sei Come lor sacra e diletta. Ave, o rima: e dammi un fiore
Per l'amore, E per l'odio una saetta.
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