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1835–1907

CIV

Giosue Carducci

Non han ne gli sbarrati occhi una lacrima, Ma digrignano i denti e a' telai stanno. – Tessiam, Germania, il tuo lenzuolo funebre, E tre maledizion l'ordito fanno.

Tessiam, tessiam, tessiamo! Maledetto il buon Dio! Noi lo pregammo Ne le misere fami, a i freddi inverni: Lo pregammo, e sperammo, ed aspettammo:

Egli, il buon Dio, ci saziò di scherni. Tessiam, tessiam, tessiamo! E maledetto il re! de i gentiluomini, De i ricchi il re, che viscere non ha:

Ei ci ha spremuto infin l'ultimo pìcciolo, Or come cani mitragliar ci fa. Tessiam, tessiam, tessiamo! Maledetta la patria, ove alta solo

Cresce l'infamia e l'abominazione! Ove ogni gentil fiore è pesto al suolo, E i vermi ingrassa la corruzione! Tessiam, tessiam, tessiamo!

Vola la spola ed il telaio scricchiola. Noi tessiamo affannosi e notte e dì: Tessiam, vecchia Germania, il lenzuol funebre Tuo, che di tre maledizion s'ordì.

Tessiam, tessiam, tessiamo! –

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