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1835–1907

CII

Giosue Carducci

Cupo e solo, nel bosco, a la capanna Del carbonaio, il re sedeva un dì: A la culla sedea, la ninna nanna Ei brontolava al pargolo così.

– Ninna nanna! Che cosa si rimescola Ne la paglia? perché bela l'ovil? Tu porti il segno in fronte, e ridi orribile In mezzo al sonno, o bambolo gentil.

Il gatto è morto, ninna nanna! In fronte Tu il segno porti: crescerai d'età, E brandirai la scure, uomo fatto: al monte Treman le querce e ne la selva già.

Sparì del carbonar l'antica fede: Del carbonaro il figlio, ecco, su vien: Nel buon Dio, ninna nanna, ei più non crede E nel re, ninna nanna, ancora men.

Il gatto è morto, e i topi allegramente Ballan d'intorno: il dì lungi non è Che diverremo favola a la gente, Dio nel ciel, ninna nanna, e in terra io re.

Ahi mi cade il coraggio, e fuor di spene Io mi sento malato ogni dì più! Ninna nanna, lo so, lo veggo bene: Carbonaietto, il mio boia sei tu.

È ninna nanna a te l'oscuro e lento Salmo di morte a me. Cresci a tagliar Questi grigi cernecchi: al collo, ahi, sento Il freddo de le forbici strisciar.

Ninna nanna! qualcosa ne la paglia Si rimescola: il regno hai preso tu! Or via dal vecchio tronco abbatti e scaglia Questo mio capo: il gatto è morto: giù.

Ninna nanna! la paglia si rimescola, Belan le capre ne lo stabbio pien, Il gatto è morto e i topolini ballano. Dormi, boietto mio, dormi per ben! –

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