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1835–1907

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Giosue Carducci

– Potessi pianger sur un campanile Come il mio dolce Edmondo, Sì che scendesse il pianto mio, gentile Battesimo, su 'l mondo!

Arido mondo, che non crede a nulla, Né meno a le guanciate! Per disperazïon fino Fanfulla Mi s'è rifatto frate.

Fra' cavalier gerosolimitano, Monta Bucifalasso, E contro ogni baron poco cristiano Tiene, sfidando, il passo.

Pe 'l medio evo il passo ei tiene, al ponte De l'asino: cimiero, Due belli orecchi d'asino la fronte Ombrano al cavaliero:

Vóto di penitenza ond'ei racquista La salita al Calvario: Però che un tempo ei fu razionalista E rivoluzionario.

Or ne lo scudo porta iscritto – Dio, Il re, la donna mia – Non senza qualche medievale e pio Error di ortografia.

Ahi fra' Fanfulla! non son più quegli anni, Sfiorì la primavera: Non cantan più cucùli, i barbagianni Guardan la tua bandiera.

Non più la gente cerca in Dio conforto, O del diavol si accora: Ahi, Pantalon de' Bisognosi è morto, Ed Arlecchino ancora.

I preti han guasta la Vergin divina Per fin dentro le chiese: Paol Ferrari diede a Colombina, Pur troppo, il mal francese.

Quanto al re – frate mio, vi vengo schietto – Questa è l'età de l'oro; Quanto al re, l'hanno dato a Benedetto E si ammiran tra loro.

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