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1522–1600

XXXIV

Giorgio Gradenigo

Mentre odo il suon d'angelici concenti di più vergini a Dio sacrate ancelle, veggo raccolte ad un cinque più belle, care a lo Sposo al par de le prudenti.

Queste al Signor movendo i dolci accenti, nate al regno del ciel non men di quelle, serban mille d'amor chiare fiammelle, in virtù di celeste grazia ardenti.

Al pio affetto di queste, al vivo ardore de le lampadi lor, quasi al foco oro, affino e purgo, Gradenico, il core. Qui contrito rinasco al bel lavoro,

qui l'alma, a sé vivendo, al senso more, e la mia spene a frutti eterni infioro.

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