Molin, che giunto al ciel per grazia impetri
di contemplar in Dio viva colei
che mortal di veder bramasti, e in lei
empi il disìo, né vien ch'ella s'arretri,
deh, seco prega Lui ch'io non impetri
più in ghiaccio il cor, né in selce i desir miei,
ma desta e volta ove beato or sei
dal suo grave stupor l'alma si spetri;
ella mercé de le sue colpe chiede,
e pentita d'unirsi al corpo lasso
d'ascender spera al Suo divin cospetto,
presso la Cui pietà sol pura fede
dispensi il merto, or che rivolto in sasso
non ho moto a formarne opra né detto.