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1522–1600

XXV

Giorgio Gradenigo

Caro pegno d'onesto e fido amore, diletto figlio, nel cui volto espresso talor mirando il mio sembiante istesso scender mi sento alta dolcezza al core,

o così il lume del divin favore, ch'accende in noi virtù ti sia concesso, sì che ne' miglior anni il petto impresso porti d'un bel desio di vero onore;

come padre più ch'altro ardente e pio ti farò schermo ognor, tuo duce fido, contra l'insidie del costume rio, sperando ancor che in questo altero nido,

quanto potrà giammai l'ingegno mio, s'oda del tuo valor pregiato grido.

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