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1522–1600

XXIV

Giorgio Gradenigo

Ardea calda di febbre Emilia il petto giacendo in atto sì pietoso adorno, ch'avrebbe Amor negli occhi suoi quel giorno a languir seco ogni aspro cor costretto.

Le Grazie in lei quasi in bel seggio eletto tinte d'alta pietà facean soggiorno, e temeano le Muse al letto intorno morte, ohimè, cruda al lor gentil ricetto,

quando il Signor benigno al voto mio, di celeste licor sue membra sparte, spinse la febbre a l'infernal oblio, onde a Lui, che tal grazia a noi comparte,

col cor divoto e col sembiante pio questo inchiostro consacro e queste carte.

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