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1522–1600

XXIII

Giorgio Gradenigo

Mentre Emilia movendo il dolce riso volge i begli occhi, e i musici concenti rende concordi agli amorosi accenti, onde s'ode armonia di paradiso,

resta ogni vil pensier da noi diviso, e d'impudico amor gli affetti spenti, ché gentil qualità prendon le genti da la voce e da l'aria del bel viso.

Miri e oda pur questa chi del vero amor le meraviglie attender suole, ov'egli ha con virtù soave impero; levi la mente a lei chi poggiar vuole

con fida scorta e per miglior sentiero a la luce del sommo, eterno Sole.

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