Pura angioletta, a Dio divota ancella,
che scesa in questo umìl terreno chiostro,
contra 'l costume rio del secol nostro,
qual pria, ti serbi immaculata e bella,
deh, sì come al tuo nome, alma Isabella,
illustre ne l'altrui famoso inchiostro
fregi apporti maggior di gemme e d'ostro
perché più splenda in questa parte e in quella,
scopri, prego, al mio stile, al basso ingegno
tanto di tua virtù, che 'l nome mio
per te di vera gloria arrivi al segno;
o se questo è fallace e van disio,
m'impetra il lume del celeste regno,
ond'io non caggia ne l'eterno oblio.