Skip to content
1522–1600

IX

Giorgio Gradenigo

A voi, gran Tasso, a voi signor, che séte quasi novo Anfion col dir facondo, si dee quel che cortese a me porgete caro e gradito sì, ma grave pondo.

Voi, che più illustri i pregi altrui rendete, e l'uom schermite dal morir secondo, se 'l vostro flebil canto rivolgete a lei, che viva entro il mio petto ascondo,

fia che dal vostro esempio il mondo impari a lagrimar la luce a noi sparita, ch'innanzi terza il suo bel dì finio, e ch'io seco ne pianga il danno mio,

il mal presente, e mia gioia fornita al suon de' vostri accenti eterni e chiari.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
IX · Giorgio Gradenigo · Poetry Cove