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1522–1600

I

Giorgio Gradenigo

Alcone intento a la sua amata Clori, dolcemente mirando nei be' lumi, disse: – Voi campi, abeti, faggi e dumi, grato ricetto ai miei felici amori,

desti benigno vento i vostri onori, cangi Borea gli usati suoi costumi né l'odorato umor vostro consumi, ma veggia il verno in voi frondi, erbe e fiori.

Cada lungi da voi l'ira del cielo né al vostro dolce albergo amaro mieta augello o ninfa, onde si doglia e lagne; mentre scuoterà l'alba il nero velo

dal mondo, vi sia amico ogni pianeta né sua grazia da voi si discompagne –.

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