Che bisogna che più nel mar si raspe,
fra tante frode e fra sì falsi inganni?
Parca, depone el fin a tanti affanni,
qual si sia quella che 'l mio fato inaspe!
Da l'erculëo freto al fiume Idaspe
si sa como abia perso i mei verdi anni
in adorar colei, che nei mei danni
si gloria, a mie pregher' sorda qual aspe.
Sino gli ucelli, i fiummi, i monti e campi
san como suspirando si distempre
il pecto stanco e como il cor avampi;
san como Amor e in che diverse tempre
senza pietà me incenda con doi lampi:
donque meglio è morir che languir sempre.