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1478–1550

9

Gian Giorgio Trissino

La bella fronte colorita e bianca de la mia donna impallidir vidd'io il giorno che da lei mi dipartio, come a chi cosa dilettevol manca;

dapoi con voce pargoletta e stanca le dolce labbra sì soave aprio, che solo in quelle ripensando, oblio Il suon che nacque fuor di quelle rose

quant'è la vita in me gravosa e manca. dicea: — Ti priego, almen, che vogli amarmi, poiché Fortuna al mio disir s'oppose —. — Questo, — diss'io — Madonna, addimandarmi

uopo non è, che tutte l'altre cose, salvo che questa, il Ciel poria vietarmi —.

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