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1478–1550

72

Gian Giorgio Trissino

Deserte piagge e boschi ombrosi et hermi, ove persona mai passar non suole, hor allargando il freno a le parole, posso sicuramente in voi dolermi.

Ma donde gli occhi lacrimosi e infermi daran principio a i lor gravosi pianti? O fortunati amanti, che senza mai provar sdegni né inganni

Amor vi resse infin a gli ultim'anni! Qual mio destino, o qual commesso errore, o qual forza d'incanti, o d'arti maghe, Donna, vi muta, e l'alte luci vaghe

fa di lacrime nuove e di dolore? Ad altra donna già non volsi il cuore, né volgerò giamai mentre ch'io viva; e questa ombrosa riva

nel sapria dir, ch'ogni suo tronco et herba de la mia fiamma anchor memoria serba. Ma voi, dolci acque, e voi, fronduti faggi, ne la cui scorza il suo bel nome incarno,

deh, per pietà, pregate lei che indarno non adombri col pianto sì bei raggi; e pesci, ucelli, et animai selvaggi, sian testimon di tutti i pensier nostri,

e qualchun le dimostri che, perch'io ricevesse anchor più torto, non sarò d'altra mai, vivo né morto.

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72 · Gian Giorgio Trissino · Poetry Cove