Aventuroso dì, che col secondo
favor de la divina alma bontate
producesti l'exempio di beltate,
che di rara excellenzia adorna il mondo,
sempre honorato a me, sempre giocondo
verrai, sia pure in qual si voglia etate:
tal giogo nacque a la mia libertate,
e sì soave, ch'io non sento il pondo.
In te ne fu dal Ciel mandato in terra
l'albergo di virtù, con tal valore
ch'ogni cosa terrestre a lui s'inchina;
in te fuggì del mondo invidia e guerra,
e 'l Sol più che mai lieto apparve fuore,
perché nascer devea cosa divina.