Deh, foss'io morto il dì che gli occhi apersi
ne la vostra beltà, ch'al cuor mi corse,
e tutti i miei pensier dietro a sé torse,
fatti dal dritto suo camin diversi.
Che dovev'io sperar, quando 'l cuor persi,
e quando la ragion non mi soccorse,
ma convenne per forza sottoporse
ai sensi acuti e di disio cospersi?
S'io fosse morto alhor, quanti tormenti,
quante lacrime, ohimè, quanti dispregi
harei fuggito, che m'affligon tanto!
E forse hariano havuto honesti fregi
il suon de' miei più fortunati accenti,
che hor fien corrotti dal continuo pianto.