Et in lieta fortuna, et in adversa,
non mi lasciasti, Amore,
da indi in qua, che te n'andasti al cuore,
e la mia prima libertà fu persa.
Mentre dava favore ogni Pianeta
al viver mio, ti vidi volentieri
por qualche acerbo in quel soave stato.
Hor che son volti i dolci miei pensieri
tutti in amaro, a che in questa inquieta
vita solo con meco sei restato?
Tu, che non ti volea, non m'hai lasciato.
Così vuol mia ventura,
per fare ogni mia pena anchor più dura,
se de gli affanni tuoi sarà conspersa.