Il lampeggiar de' begli occhi sereni,
non scordati di noi dopo molt'anni,
m'abbaglia sì che 'n gli amorosi affanni
tirar mi sento, ovunque il Ciel mi meni;
ma truovo lor di tal dolceza pieni,
et haver seco sì soavi inganni,
che nullo affanno mai par che m'affanni
e nullo intoppo il mio gioire affreni;
così d'un vago, bello e dolce lume
nasce 'l mio fuoco, e poi da quel istesso
vien il rimedio, ch'ei non mi consume.
Che posso adunque mai temer, se expresso
conosco esser in lei questo costume,
di far la piaga e risanarla appresso?