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1478–1550

25

Gian Giorgio Trissino

Donna, che a' miei sospiri alcuna volta risguardavate, sospirando insieme, qual chi del male altrui le pesa e teme parlar, però che libertà gli è tolta,

hor che Fortuna a mia ruina volta m'ha fin di veder voi rotta la speme, deh, date orecchie a queste voci extreme, se l'antica pietà non è disciolta.

Ingannate l'altrui non giusto çelo, tanto ch'io veda una sol volta vui, prima che Amore e morte mi consumi. Almen potess'io trasferirmi al Cielo,

morendo, e tutto trasformarmi in lui, per mirarvi dapoi con mille lumi.

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