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1478–1550

16

Gian Giorgio Trissino

Se giustamente, Amor, di te mi doglio, so che 'l conosci homai, senza che 'l dica, sendo tu quel che in questa mia nimica di pari e la beltà cresci e l'orgoglio;

io pur mai d'humiltà non mi dispoglio, sperando farla a le mie pene amica; ma, lasso, ella di queste si nutrica, et io per lei gradir tutte le voglio.

Né forse molto andren con questi modi, che pace haren per forza di martiri, se non in questa, almeno in altra vita, onde anchor fia, non vò dir che sospiri,

che saria troppo, ohimè, ma che non lodi di non havermi dato alcuna aita.

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