L'aura gentil, che sospirando muove
l'avorio, e l'ostro, che i pensier m'invesca,
col soave spirar non più rinfresca
i desir caldi e mai non volti altrove;
onde se da' bei labri anchor non piove
l'usata grazia, e le parole, ch'esca
fur di mia vita, ne l'età più fresca
convien che morte lacrimando pruove.
Però, cuor mio, tu che con lei dimori,
io ti consiglio, quando è più serena,
che gli ramenti il duol che ne consuma.
Fors'ella per oblio ci dà tal pena,
c'haver diletto de gli altrui dolori
in spirito gentil non si costuma.