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1668–1744

XIV

Giambattista Vico

Né corone né ostro o gemme ed auro giamai mi ponno, o mio Brancon gentile, rimenar il mio già caduto aprile, ne qual serpe di nuovo al sol m'innauro.

Hammi in Pindo aduggiato il verde lauro invida nebbia, a rio tòsco simile; da la tremante man cade lo stile e de' pensier si è chiuso il mio tesauro.

Ove manca natura, inferma è l'arte, perché l'ingegno è 'l gran padre felice di bell'opre ammirande, eccelse e chiare. A te, cui Febo ispira e nuove e rare

forme di laudi, d'allogar ben lice la gran coppia da tutt'altre in disparte.

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XIV · Giambattista Vico · Poetry Cove