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1668–1744

XIII

Giambattista Vico

Bench'io mi veggia da quel fato oppresso che l'ingiust'odio altrui creò sovente e affatto lungi dalla molta gente viva, che appena me trovi in me stesso;

poiché il raro valor dal ciel concesso a voi, bell'alme, unisce amor possente, al pubblico piacer mio spirto sente disio di riveder l'alto Permesso,

e cantar lieto in dilettosa schiera vostro nodo real, gli onor degli avi, e svelar que' futuri invitti germi. Poi ricaggio in me stesso e, da mie gravi

cure sospinto a tornar là dov'era, di me, non per mia colpa, ho da dolermi.

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