Tu, cui salma mortal unqua non toglie,
andar al cielo, e con altero volo
ricercar lieto or l'uno or l'altro polo,
sempre carco d'onor, di ricche spoglie,
il mio fuoco amoroso e quelle voglie
ardenti, onde già vissi in sì gran duolo,
e le lodi di lei, per cui m'involo
a ogni disio, che l'uom di gloria spoglie,
con rozza mano in queste rime sparte,
ch'ora a te sacro con divota mente,
cogli de la mia fé non leggier pegno.
Sì che s'a dar fama il basso ingegno
e il debil mio stil non è possente,
volino teco almen di parte in parte.